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I coordinatori delle azioni partigiane: CLN, CVL e CUMER.


Esponenti del CVL in corteo il 6 Maggio 1945 a Milano

Le forze partigiane, nelle loro azioni di guerriglia anti-tedesca ed anti-fascista, erano coordinate da organizzazioni politiche e militari.

Sopra tutte "governava" il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), il braccio politico della Resistenza, e venne istituito a Roma il 9 Settembre 1943 per contrastare l'occupazione tedesca e fascista dell'Italia. Questo si divise in CLN Alta Italia con sede a Milano (CLNAI) ed in CCLN (Comitato Centrale di Liberazione) con sede a Roma, dando poi vita ai vari Comitati regionali e provinciali. L’organizzazione era formata da esponenti di diversa estrazione culturale e ideologica, costituita dai rappresentanti di partiti politici storicamente antifascisti come: il Partito Comunista Italiano (PCI), Democrazia Cristiana (DC), il Partito d'Azione (PDA), il Partito Liberale Italiano (PLI), il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) e Democrazia del Lavoro (DL); a cui appartenevano le varie formazioni partigiane. Il CLN operò come organismo clandestino durante la lotta di resistenza ed ebbe il compito di governare il Paese durante i giorni di insurrezione nazionale, infatti, il 16 Ottobre 1943 venne votato l'ordine del giorno che dava le direttive da seguire che erano:

  • Assumere tutti i poteri costituzionali dello Stato evitando ogni atteggiamento che possa compromettere la concordia della Nazione ne pregiudicare la futura decisione popolare;

  • Condurre la guerra al fianco degli alleati angloamericani;

  • Convocare il popolo alla cessazione delle ostilità per decidere quale forma istituzionale dare allo Stato.


Il CVL (Comitato Volontari della Libertà) fu il braccio armato della Resistenza, con il compito di dare un inquadramento politico-militare comune a tutte le forze partigiane, e nacque il 9 Giugno 1944 a Milano. Il 7 Dicembre dello stesso anno, CLN Alta Italia e gli Alleati firmarono un accordo con il Governo Regio conosciuto come i “Protocolli di Roma”, che riconosceva formalmente questa organizzazione unitaria delle formazioni partigiane, trasformandole definitivamente in un corpo armato sottoposto al comando del Generale Raffaele Cadorna. Molti suoi membri, durante la guerra, furono catturati, uccisi o deportati dai nazifascisti, oppure morirono in combattimento come: Gianni Citterio, Galileo Vercesi, Giuseppe Perotti. Assieme agli alleati, il CVL fu quello che concordò l’offensiva sulla Linea Gotica e l’insurrezione nazionale che, nella primavera del 1945 portò alla liberazione dell’Italia settentrionale. A seguito della resa, l’organizzazione riconsegnò le armi e si sciolse, ma con la legge del 21 Marzo 1958 n°285, il CVL ottenne il riconoscimento giuridico come corpo militare regolarmente inquadrato nelle forze armate dello Stato.


Il CUMER (Comando Unico Militare Emilia Romagna) venne istituito a Bologna tra fine di Giugno e l’inizio di Luglio del 1944 sotto lo stimolo del CLN regionale, ma dipendeva dal Comando generale del CVL. Esso aveva il compito di fornire un supporto militare alle formazioni operanti nella zona ma, i contrasti interni tra i CLN della regione ed i partiti di coalizione antifascista e la presenza di un Comando Nord Emilia, limitarono la sua azione alle province di Bologna, Ferrara e Ravenna. Esso, ogni mese, stampava dei volantini in cui riportava le azioni compiute dalle diverse fazioni partigiane con lo scopo di tenere aggiornati anche i comandi alleati. Anch’esso venne sciolto con un proclama del 15 Giugno 1945 come fu anche per il CVL.


Fonti:

  • www.wikipedia.it

  • www.anpi.it

  • www.museodellaresistenzadibologna.it

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